Beyond the lineage

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due dementi questo è poco ma sicuro.... :P


URIEL= 20 anni spesi in sogni ad occhi aperti incarnati, tutto qui

TSUYA= un'inquietante ventunenne contraddittoria...amante dei gatti e di tutto ciò che centra col Giappone. Per conoscermi meglio leggi il mio blog personale: KuRo-NeKo


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giovedì, 15 maggio 2008

Seme

È come se le cornacchie, compagne ben più fidate di uno spaventapasseri senza cervello, si fossero assopite. Dimentiche del loro prezioso compito.
Basta che un solo piccolo seme sopravviva nel brullo campo del mio pensare che già piccole radici s'insinuino in ogni dove fra le pieghe del mio cervello.
Sono riflessioni che non voglio fare quelle a cui mi costringe il dannato germoglio.
È un dolore già provato quello a cui mi porterebbe una gemma che non fiorisce.
Forse sono ancora in tempo, gli spazzini del futuro immaginato, a beccare in profondità nella mia mente.

La speranza che il domani sperato sparisca.

postato da: uriele87 alle ore 12:39 | link | commenti (2)
categorie: pensieri di lui, ragionamenti sulla vita
lunedì, 14 gennaio 2008

Time

Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an off hand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way


E il viaggio in treno ti pare eterno
Urli e strilli e scacci il tempo
Sperando che la palpebra annoiata
Si chiuda di fronte ad un giorno lento


Tired of lying in the sunshine, staying home to watch the rain
You are young and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun


E il tuo futuro appare effimero, il tuo passato colossale
Mentre l'oggi è un grillo che ti sfugge dalla mano
Non appena per acchiapparlo si chiude troppo piano


And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking
And racing around to come up behind you again
The Sun is the same in the relative way, but you're older
Shorter of breath and one day closer to death


E il tuo riflettere è lento e ottuso di fronte al Sole
Che instancabile si rincorre con la Luna
In un valzer sempre più veloce per i tuoi vecchi occhi


Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
Hanging on in quiet desperation is the English way
The time is gone, the song is over, thought I'd something more to say


E il viaggio in treno a malapena basta
A scrivere il tuo pensiero sulla carta
mercoledì, 19 dicembre 2007

Ci sono un sacco, troppi validi motivi per essere depressi in questa vita ed io ne ho sperimentati molti, ma mai mi era capitato di deprimermi per un motivo così astratto ed al contempo irrilevante da arrivare in prima persona a giudicarlo assurdo. Un'assurdità che mi fa soffrire però, come se dopo tanto tempo il mio cuore volesse suggerirmi: "Ehi non credere di aver eliminato la malinconia dal parco emozioni". Evidentemente non l'ho eliminata, ma c'è qualcosa o qualcuno che riesce a sostituirla ed a rendermi assai felice.
E' lei che mi ha aiutato ad uscire da questo piccolo brutto momento ed è lei, ne sono certo, che mi impedisce di entrare in depressione tanto spesso quanto lo farei se solo non ci fosse.
Ecco, io vorrei solo ringraziarla per tutto il bene che mi vuole e tutto il bene che mi fa. Sentimento che ricambio in toto, il primo, effetto che mi piacerebbe poter contraccambiare, il secondo.
Grazie. Davvero.
postato da: uriele87 alle ore 17:39 | link | commenti (2)
categorie: pensieri di lui
giovedì, 22 novembre 2007

Videogiochi e violenza appresa

Spesso gli utenti di videogichi come me si trovano in aperta opposizione ai media. Questi, di quando in quando, condannano dei particolari videogame per i loro contenuti troppo violenti. Per i profani gli articoli in questione sono illuminanti e veritieri, mentre per l'utente, anche occasionale, si tratta di fandonie. Difatti quasi sempre è lampante che l'autore della filippica mascherata da articolo non solo non ha mai provato il gioco che denigra, ma ne stravolge contenuto e svolgimento all'interno dello scritto. Come se le informazioni in suo possesso fossero di quarta mano, il risultato di un passaparola che ha storpiato enormemente l'informazione originale. Ciò spinge i "non boccaloni" a prendere, da bravi induttivisti, l'intera critica come fasulla e frutto di pregiudizio e ignoranza, compreso il sempre presente riferimento ai fantomatici traumi che giochi così violenti provocherebbero alla psiche dei più giovani ed influenzabili.
Purtroppo su questo punto i media non hanno tutti i torti. Non mi dilungherò sul perché o sul percome, se siete interessati provate a cercare su Wikipedia il nome di Albert Bandura.
Gli addetti ai lavori, ovviamente, non se ne sono stati zitti: "I video giochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se pac-man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva (K.Wilson, Nintendo Inc,1989. Sorvoliamo sul fatto che con un po' di immaginazione sembra sia una metafora per descrivere il tipico discotecaro)" ironizzano i produttori di videogame.
A mio vedere, il tutto si riduce ad una questione di immedesimazione. Non ci si può immedesimare in pac-man come non ci lo si può fare con super Mario, ma non è impossibile immedesimarsi con il pilota che guida un auto il cui scopo secondario è seminare più morte e distruzione possibile (Carrmageddon) o nel soldato che comandi in prima persona il quale deve uccidere tutti i terroristi (Counter-Strike).
Con le console di ultima generazione e col rispettivo sviluppo hardware dei PC si è arrivati a rese grafiche quasi fotorealistiche.
Ho visto in un negozio un gioco, Assassin's Creed, dotato di una grafica sbalorditiva ed il cui obbiettivo, per quanto nel complesso non mi è noto, a giudicare dal titolo comprende in buona parte l'omicidio a sangue freddo. Molto probabilmente il gioco suddetto avrà successo e questo spingerà la casa produttrice a farne un seguito in cui l'esito estetico ed il realismo saranno incrementati.
Alla luce di quanto ho appreso non mi sento di negare che giochi del genere possano influenzare negativamente gli utenti più giovani. Anzi sono certo che lo facciano! Ciononostante sono anche convinto del fatto che questi giochi debbano trovare del "terreno fertile"
per causare seri danni (ergo ragazzini già instabili), questo non mi rincuora poiché quello dei videogiochi è un mercato in espansione con sempre più utenti e ciò significa che la fetta di ragazzi instabili cresce proporzionalmente e con loro il numero di episodi gravi di condizionamento!
Che fare allora? Il divieto di pubblicare questo genere di giochi sarebbe la soluzione più efficace, ma anche la più fascista e nonostante la tentazione (è il più semplice, immediato e pulito modo di risolvere il problema) va bocciata senza remore di sorta.
Io credo che la soluzione sia già presente, ma che non sia effettivamente in vigore. Proprio come quelle leggi che esistono, ma che nessuno rispetta e che nessuno si assicura che vengano osservate. Parlo dei divieti mirati a determinate fasce d'età che tutti (genitori, giovani acquirenti e negozianti) ignorano. Se anche una sola di queste categorie si assicurasse che tali norme vengano rispettate credo che non ci sarebbero più problemi. Dato che gli acquirenti sono intrinsecamente schierati contro questo genere di soluzioni e che i genitori non hanno tempo da perdere comprando i giochi al posto dei figli, la responsabilità ricade per forza sui negozianti a cui basterebbe controllare il libretto personale dei ragazzini per conformarsi adeguatamente alle norme, operazione che durante il pagamento non richiederebbe più tempo rispetto all'uso del bancomat piuttosto che della carta di credito.
Mi rendo conto che servirebbero libretti personali dotati di fototessera, ma guardando in faccia la realtà ci sarebbero comunque le tipiche scappatoie: basterebbe corrompere il fratello maggiore e far comperare il videogame da lui, ma già tramite questo provvedimento assolutamente moderato i casi fuori norma sarebbero drasticamente ridotti (dato che ora come ora credo siano circa il 99%) e quindi il numero di "terreni fertili" ridotto al risibile.

C'è da dire che per completezza dovrei criticare l'ipocrisia dei media che da un lato continuano ad offrire, proprio alle giovani menti più influenzabili, modelli malsani che, dall'altro lato, invece condannano. Ma questa voleva essere una riflessione sui videogames e non volevo uscire dall'argomento più del necessario.
postato da: uriele87 alle ore 15:59 | link | commenti
categorie: pensieri di lui
mercoledì, 21 novembre 2007

Razzismo

Nessuna persona di questi tempi si definirebbe razzista. Forse solo alcuni ultrà, ma definire quegli esseri persone sarebbe offensivo per voi e per me che ci reputiamo tali. Comunque nessuno, a parte le dovute eccezioni, si definirebbe razzista. Eppure vedo continuamente razzisti. Dappertutto.
Li vedo nei coetanei che giocando alla playstation chiamano “scimmia” il calciatore camerunese quando non fa il goal sospirato. Li vedo nell’amico che dice che non starebbe mai insieme ad una nera perché “bho” o che non entra nel cafè gestito da orientali perché teme sia sporco e per lo stesso motivo non mangia kebab. Li vedo sugli autobus quando preferiscono farsi grandi tragitti in piedi e schiacciati come in una scatola di sardine piuttosto che sedersi accanto all’uomo di colore. Li vedo ora, sul treno, in una signora anziana, che chiede gentilmente al nord-africano/mediorientale di lasciarle libero il posto prenotato, è vero, ma che si lamenta con l’amica dell’odore “impossibile” che egli avrebbe lasciato sul suo posto. Lezzo che personalmente, sforzandomi, non sono riuscito a carpire nemmeno addosso all’extracomunitario stesso.
Sono sicuro però che lei come tutti gli altri condannino l’olocausto ed il nazismo, disprezzino gli skinhead e tutto il resto. Peccato soltanto che dietro il primo c’era addirittura un’ottica quasi filosofica, condivisa peraltro da molte persone di paesi non dell’asse, e che i secondi per quanto violenti ed in torto siano, affermino perlomeno ciò in cui credono con forza, in faccia ad una società che li giudica; mentre quelli che ho riportato io sono solo ipocriti e vigliacchi, incapaci di uscire dal circolo vizioso di xenofobia che una società globale come la nostra dovrebbe eliminare, ma che paradossalmente riesce ad incoraggiare.
postato da: uriele87 alle ore 16:05 | link | commenti
categorie: pensieri di lui, ragionamenti sulla vita
martedì, 20 novembre 2007

Volevo un gatto nero nero nero… ma me l’hanno ammazzato

Io non mi sono mai espresso a favore degli animali.
Non firmo petizioni, né ai gazebi in piazza né su internet, a favore degli animali, qualunque sia la presunta ingiustizia o crudeltà subita.
Non sono un animalista né sono ciò che si allontana più dall’animalista, ma non mi batto certo per loro.
In una visione cattolicamente antropocentrica delle cose, sopravvissuta alla laicizzazione della mia persona, ritengo l’uomo il padrone del mondo e sfido chiunque a smentirmi. Badate che non parlo di diritti. Ovvio che la sua è una prevaricazione perciò quello che affermo è la realtà effettuale ed attuale. È l’uomo che gestisce il pianeta Terra, da schifo magari, riducendolo ad una discarica probabilmente, ma è lui che lo gestisce. In quanto manager della biosfera, egli ha guadagnato diritto di vita di morte, nonché di sfruttamento del resto della razza animale.
Le cavie vengono vivisezionate? Su beagle e conigli fanno numerosi esperimenti? Io non me ne dispiaccio, anzi se queste pratiche portano ad un miglioramento anche marginale della vita di tutti noi ne sono gran contento.
In Cina servono cane e gatto per cena? In Giappone balena per pranzo? In Groenlandia foca per colazione? Non me ne frega niente poiché non intanto io sono a favore delle differenze di cultura e di costume di cui la cucina è espressione (purché esse non agiscano a sfavore delle persone), senza contare la gente dimentica che ci sono persone, padri e madri, che ci mantengono la famiglia tramite la morte di questi animali! È macabro, ma l’allevatore di vacche fa la stessa cosa. In secondo luogo, con tutti i casini che c’ha la gente povera nel mondo, concentrarsi sui presunti diritti degli animali è forse più crudele e se non ipocrita, deviante! Aiutate l’Africa piuttosto che le cavie, cazzo!
Persino la caccia, se ben regolamentata, per me è un’attività a posto. Non ci tengo a praticarla, ma non mi arrogo il diritto di giudicare chi la pratica, figurati di impedirglielo.
Fintantoché dei marines tortureranno i prigionieri a Guantanamo e le donne nigeriane infibuleranno le figlie, di pernici, cinghiali e lepri impallinate non me ne potrà importare di meno. Ovviamente a tutto c’è un limite: se una specie rischia l’estinzione qualche provvedimento lo si deve pur prendere se non altro come una particolare forma di collezionismo globale, o comune responsabilità manageriale verso la propria impresa, il mondo.

Detto questo, io detesto la violenza gratuita ed immotivata. Anche la caccia come svago, senza eccessi, è accettabile; perfino lo scuoiamento delle foche intontite ha un suo perché, uccidere i randagi perché aggrediscono le persone o anche solo perché facilitano la diffusione di determinate malattie è senza dubbio truculento e macabro, ma comunque motivato ed utile.
Uccidere i gatti neri per superstizione no. Non reputo quest’ultima una motivazione valida, per niente, non è cultura, è il suo rovescio della medaglia: è ignoranza. Ogni anno vengono ammazzati 60000 gatti neri. Le loro carni non sosterranno il corpo di nessun cinese o vicentino, le loro pelli non saranno vendute dando lavoro e guadagno a persone con famiglia a carico.
Moriranno perché non portino più “Jella”.
La loro uccisione non serve a nessuno e perciò deve cessare, non perché sono tanto carini e pucciosi e morbidi, ma perché questa è crudeltà gratuita.

postato da: uriele87 alle ore 11:03 | link | commenti (9)
categorie: pensieri di lui, ragionamenti sulla vita
sabato, 17 novembre 2007

Autodistruzione costruttiva

Non si preoccupino i lettori. Non ho intenzione di fare nulla di ciò che sto per scrivere.

Stavo solo pensando. Pensavo che per cambiare ci vuole qualcosa di più che l’impegno. Alla fine si tratta di costruire qualcosa su qualcosa che c’è già, no? Ma essendo l’uomo un sistema limitato sia dal punto di vista emotivo che cognitivo risulta semi impossibile liberarsi di ciò che si era prima, o no?
Pensavo dunque: è possibile decidere coscientemente di intraprendere una strada autodistruttiva? Giusto per lasciare spazio alla costruzione di qualcosa di nuovo e migliore? Intendo dire diventare un essere spregevole, un vizioso, un violento, un drogato o un ubriacone. Distruggere la tua persona per poterla poi ricostruire, redimersi dalle proprie azioni autodistruttive per poter costruire dal nulla poiché ristrutturare ti permette di fare qualche modifica, anche evidente è vero, ma rispetto a partire da zero le possibilità offerte sono incommensurabili.
Avrebbe senso intraprendere una strada così difficile? Con il solo scopo di cambiare? Secondo me il desiderio di essere qualcun altro è in tutti noi, altrimenti giochi di simulazione di vita non farebbero così tanto successo e a dire il vero lo trovo un desiderio naturale ed anche un po’ scontato. Usando una metafora, se la vita è una partita a carte in cui devi giocarti quelle che ti son toccate è giusto e legittimo dire: “Ma porca miseria la doppia coppia! Così perdo di sicuro, che schifo..” Certo poi c’è il bluff e magari riesci ad ottenere tutto quello che vuoi anche con carte di merda, ma se uno volesse semplicemente cambiare gioco? So che è una scelta non contemplata, ma quale sarebbe il corrispettivo nella vita reale? Secondo me sarebbe appunto l’autodistruzione volontaria. Non l’alcolismo scaturito dalla depressione o l’ira scaturita dalla frustrazione, bensì qualcosa di volontario. Annullare la propria identità, anche i propri neuroni per poter ricominciare da zero. Distruggere la propria identità per poterne costruirne una nuova, ma non parlo di dinamiche sociali. Niente “cambio di look” o stronzate simili. Parlo di cambiare prospettiva e personalità, cancellare quel cumulo di paranoie e pare che l’adolescenza ti lascia e costruire un’identità sicura e ferma.
Bho forse deliro, ma è un’idea che mi frulla da un po’ in testa.
   
postato da: uriele87 alle ore 10:31 | link | commenti
categorie: pensieri di lui, ragionamenti sulla vita
lunedì, 29 ottobre 2007

Omertà

Chiedo subito perdono se suonerò un po' mafioso.
Ma porca miseria se vorrei fra le mani l'infame che oggi ha chiamato i vigili di notte per denunciare che avevo parcheggiato l'auto sul marciapidedi.
Sul verbale c'è persino scritto che ho creato una situazione di pericolo/intralcio. Come può essere considerata pericolosa l'occupazione di un marciapiedi enorme. La viabilità della strada era garantita al 101%.
Mi sono beccato questa salatissima multa perché qualche vecchio stronzo c'ha voglia di rompere i coglioni e scarica la sua merda sugli altri. Non è invidia perché non ho una porsche, non è senso civico perché di lunedì sera chi cazzo ne risentirà (mentre sabato sera vicino a casa mia mi trovo auto parcheggiate anche nel culo) quindi è stronzaggine di un vecchio bastardo.
Aspetti che lo becchi quell'infame. Le lezioni di spada serviranno a qualcosa. Gli allargherei volentieri tutti i buchi del corpo e gliene farei un altro paio a livello dei reni. Maledetto stronzo.
Cazzo un po' di omertà ci vuole.
Come io non rigo le auto dei pezzi di merda che mi parcheggiano in centro ovunque mi aspetto che se non do effettivo fastidio (bisogna essere pesantemente invalidi per trovare quella una situazione disagevole) nessuno chiami i vigili di notte. Cazzo un giorno parcheggio lì di nuovo e poi m'apposto, guardo chi cazzo scosta le tendine di quel fottuto condominio, me lo annoto e vado a fargli una bella visitina. Gli ritingo l'esterno della porta di merda, così quando l'angelo degli stronzi verrà a prenderlo riconoscerà subito dove abita.
E no cazzo, e no!
postato da: uriele87 alle ore 23:35 | link | commenti (4)
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mercoledì, 17 ottobre 2007

Andate un po' a leggervi queste idee brillanti  e supportate ciò che dice lo splendido Citterio. Fate andare le persone a fare economia e commercio o Ingegneria gestionale vi prego! Non fate inseguire i propri sogni alla gente! Così ci sarà un sacco di ricconi in più a cui curare la depressione perché magari nella vita volevano fare qualcosaltro.
postato da: uriele87 alle ore 09:55 | link | commenti
categorie: pensieri di lui, ragionamenti sulla vita
martedì, 16 ottobre 2007

A detta di alcuni questo blog è inadatto alla mia età.

Ormai ho vent'anni e dovrei smettere di fare l'adolescente incompreso.

Bene. Ecco due mie considerazioni a proposito.

1) Sono io che mi atteggio ad adolescente o sono gli altri ad atteggiarsi ad aldulti?
L'età mentale smette di crescere arrivati i sedici anni e le "pare mentali" così peculiari dell'adolescenza in realtà ce le porteremo fino alla tomba.
Quindi quando finisce l'adolescente ed inizia l'adulto?
Quando al mattino ci si guarda allo specchio e ci si dice: "Devo essere aggressivo, maturo e deciso perché è così che si comportano gli adulti!". Non è altro che la maschera che una "para mentale" ci costringe ad indossare ogni giorno fino a spersonalizzarci. Difatti i veri momenti di felicità li si ottiene quando esce fuori "l'eterno ragazzo" che scherza e ride del rumore dei rutti. Magari esce quando vede gli amici del liceo, magari quando gioca con i figli, magari sotto le lenzuola con la donna che ama.

2)Forse sono davvero la pecora nera del gregge, del circolo delle pecore bianche, ma mentre loro descrivono una traiettoria per l'appunto circolare e senza sviluppo, io cerco di uscire da questa folla e vedere cosa c'è oltre a nauseanti ciuffi di lana bianca, solo che non ci sono ancora riuscito: non sono esattamente facili da attraversare diversi strati di pecore in movimento.

Se questo fa di me un adolescente incompreso ben venga poiché quando sarò uscito dal gregge di pecore-robot potrò salire sulla mia vetta personale mentre "gli adulti" sono ancora lì a farsi mangiare dal lupo e sfruttare dal pastore.
E indovinate chi sarà a gettare loro palle di sterco ridendo a crepapelle?
Bravissimi. Avete indovinato.
postato da: uriele87 alle ore 19:33 | link | commenti (1)
categorie: pensieri di lui, ragionamenti sulla vita

Misantropia

Posso accettare tranquillamente che non riesca a fare amicizia facilmente.
Posso accettare tranquillamente che non abbia mai avuto l'occasione di essere il centro del gruppo.
Posso accettare tranquillamente che le ragazze m'abbiano sempre snobbato.
Posso accettare tranquillamente che spesso mi sia stato dato dello sfigato.
Posso accettare tranquillamente che non mi venga riconosciuto il mio valore.
Posso accettare tranquillamente che i miei amici mi voltino le spalle.

Ma non posso sopportare tutte queste cose insieme.
Quindi o la gente si mette a posto con me, o mi faccio saltare in aria in una piazza trascinandone un po' con me all'inferno.
postato da: uriele87 alle ore 19:22 | link | commenti
categorie: pensieri di lei, ragionamenti sulla vita
martedì, 09 ottobre 2007

Evoluzione

A lungo termine, la prerogativa della sopravvivenza di una specie è l'evoluzione della specie stessa, ma una specie evoluta non è la specie originaria. Questa, in un modo o nell'altro deve estinguersi.
Perché sforzarsi di cambiare qualcosa affinché non soccomba se poi il cambiamento richiederà comunque la sua morte?
postato da: uriele87 alle ore 23:13 | link | commenti (1)
categorie: pensieri di lui
venerdì, 05 ottobre 2007

Music makes the people alone

Non è assurdo che la musica, l'arte che dovrebbe unire di più la gente, possa in certi casi dividerla? Specie quella pret-a-porter.

Sono in treno adesso ed ho di fronte un coetaneo. Potrei parlarci, ma i nostri rispettivi lettori portatili rappresentano una barriera solida come una spessa vetrata, di quelle attraverso le cui non passano i proiettili, figuriamoci i suoni e le parole.

Immaginando il mondo prima dell'avvento dei walkman vedo uno scompartimento allegro e anche un po' rumoroso. Difatti le persone che più spesso attaccano bottone sono quelle che han passato la gioventù senza la musicassetta, il lettore Mp3 e compagnia bella. Mi sorge spontanea la domanda: ma non stavamo meglio prima? Come sanno i miei amici e parenti io sono schiavo di questa moderna tecnologia. Non vivrei meglio senza?
postato da: uriele87 alle ore 14:30 | link | commenti (1)
categorie: pensieri di lui, ragionamenti sulla vita

F(uck)tv

Voglio essere polemico.

Voglio dare un po' addosso alla tv per i gggiovani per eccellenza: Mtv.

Compagna indispensabile per i martedì sera liceali, quando gli anime trasmessi mi avvicinavano al mio amore di un tempo (e di adesso), sta decisamente prendendo un andazzo ipocrita.

Mi riferisco alle pubblicità celebrative per i 10 anni di Mtv, quelle in cui si vedono sti neonati giallo pallido a forma di palla dividersi dal cordone ombelicale e fare qualcosa che contraddistingue questi "magnifici" 10 anni di mtv. C'è quello che diventa elvis e viene spogliato a forza dalle groupies (10 years of fan) e ci sta. C'è la massa enorme che strilla (10 years of community) e ci sta. Ma ce ne sono due che mi danno un fastidio enorme: quello che diventa un rocchettaro che fa il growl al microfono (10 years of hard rock), e quello che va sulla bicicletta fregando i neri tamarri sui loro enormi suv bloccati nel traffico (10 years of ecology).

Ecco, secondo me sono 2 cose ipocrite quanto non mai.

Chi cazzo ha mai visto hard rock su Mtv? Io mai in tutta la mia vita! Forse una canzone dei lacuna coil, ma per il resto niente, basta. E' tutto un britney di qua, christina di là, p.diddy su, justin giù etc. Tutto schifosamente pop. Si potrebbe dire che c'è dell'hip hop. Si ok, non fanno che dire che bel culo che ha quella figa, sono un pappone figlio di puttana, mi piace scopare. Oppure canzoni d'amore abbastanza ridicole (e pop). Insomma solo il primo eminem si salvava parlando di qualcosa di più interessante (anche se lontano dagli artisti che raccontavano del ghetto). Ma l'hard rock l'utente medio di mtv non sa nemmeno come si scrive.

La seconda farsa mi dà ancora più fastidio perché è terribilmente ipocrita! Come cazzo fate a dire che da 10 anni siete degli ecologisti a cui importa qualcosa dell'andazzo del mondo quando avete iniziato a parlarne da 1 anno sì e no (quando l'america se n'è accorta insomma, come al solito finché l'america non ammette che c'è qualcosa che non va i media del mondo ignorano la faccenda, ci sarebbe da dire poi che probabilmente è un modo per distrarre le masse dal problema "stiamo perdendo una guerra preventiva che abbiamo iniziato senza un vero motivo escluso quello petrolifico, ovviamente", ma meglio non divagare troppo). Tutt'ora vengono trasmessi i viedo in cui sti neri iper truzzi vanno in giro con bestie mastodontiche che fanno 1 km ogni 10 litri di benzina a far vedere quanto siano strafighi. E' attualmente in programmazione una trasmissione cretina in cui viene ripreso la mega iper festa di ragazzine americane che compiono i 16 anni. Che si concludono con i genitori che regalano un suv alle figlie (macchina che per l'appunto è ecologica quanto una centrale nucleare con il nocciolo fuso). Per non parlare del programma dove un equipe di super meccanici/carrozieri etc mettono a punto (dal punto di vista estetico) automobili vecche di decenni. Automobili che probabilmente inquinano come 10 dei suv suddetti dato che sicuramente vanno ancora a benzina super.

Se questa non è ipocrisia non so come chiamarla. Forse è un mega scherzo e fra un mesetto compariranno messaggi della serie "Scherzetto! Non ce ne può fregare un cavolo di niente del pianeta, tranquilli!". Ma dubito fortemente.

postato da: uriele87 alle ore 13:15 | link | commenti (1)
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mercoledì, 26 settembre 2007

Quiete spezzata

Giorni di quiete, giorni di pace.
Giorni di gioia, giorni di buonumore.
Buonumore. Pensavo di aver dimenticato questa parola prima di sorprendermi a scriverla descrivendo ad amici il mio stato d'animo.
Queste ultime giornate sono state piacevoli come non mai. Nella nullafacenza più totale (come piace passare a me le vacanze) scandite da qualche uscita con amici importanti. Insomma, perfette.

Ma proprio ora, una stellina luminosa sulla mia lista contatti è riuscita a togliermi la gioia.
Una stellina che mi urlava: "Sì, voi non valete un cazzo. Sì vi ho dimenticati, nemmeno citati."
E dire che ero stato il primo a perdonare, a giustificare, ma solo adesso mi rendo conto che ciò che mi spingeva a farlo era la speranza. La speranza che mostrandomi magnanimo e volenteroso per primo le cose sarebbero volte al meglio. Pia illusione.

Sono un piccolo uomo che riesce a provare un odio immenso per cose e persone insignificanti

E' inutile fingere che non m'importi dell'opinione di persone di cui mi importa poco. E' altresì difficile ammetterlo! Come può l'opinione, o ancor peggio la considerazione, che una determinata persona ha su dite aver peso, quando la sua stessa morte potrebbe strapparti al massimo un assonnato: "Ah.. Mi spiace..Scusa, ma ho cose più importanti da fare ora: la colazione ad esempio"?

Forse son particolarmente debole io che ho sempre dato un eccessivo peso a questo genere di cose.

Ma forse, pensandoci bene è che questo mi ha escluso da un gruppo di cui sentivo di dover far parte, di cui sentivo aver il pieno diritto di far parte.

Forse ho marchiato in fronte "Individuo antisociale" perché altrimenti non me lo spiego.
Passi che in passato la mia eccessiva insicurezza mi impedisse di mostrarmi al mondo sufficientemente da essere preso in considerazione, ma si tratta del passato.
Perché in un gruppo nel quale senza vanagloria (e se nominassi i membri del suddetto, si capirebbe) ritengo di essere: fra i più spiritosi/divertenti, fra i più intelligenti, fra i più belli (sì, l'ho detto e questo è prova che sto decisamente delirando) e decisamente quello dotato di miglior carattere; sono risultato essere l'innominato? Sento anche di averci messo del mio, di aver concentrato alcune energie nel farmi benvolere, e allora cosa?
La mia salvezza sta nell'addossare la colpa a fattori contestuali: gente idiota ed involontaria assenza ad alcuni fattori cruciali, ad esempio.

Che altro dire? Chi non mi ama, non mi merita.
Fanculo.
postato da: uriele87 alle ore 02:52 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 07 settembre 2007

Creatività

Sarà un'ipercompensazione negativa per il mancato studio, ma in questi momenti cazzeggiatori mi sento propenso allo scrivere. Vorrei un bel racconto, anche lunghetto, ma ahimè non ho idea di cosa scrivere. Veramente non so che storia narrare. E' angosciante come discorso. Denigro mio fratello per la sua smaccata mancanza di originalità, ma lui riesce a scrivere fino a 35 pagine, 35! Io arrivo alla decima sforzandomi! Vorrei sapere qual è il segreto, l'alchimia giusta fra fantasia ed emulazione che permette di buttare giù qualcosa di più consistente di un racconto breve, magari dovrei iscrivermi ad un corso di scrittura creativa. Lo volevo già fare.
postato da: uriele87 alle ore 10:23 | link | commenti (2)
categorie: pensieri di lui

Studio dell'arte

Che venga stramaledetto l'uomo
e la sua avida ricerca
stramaledetto per aver strappato
il tuono al cielo
l'etere all'aria
il fuoco agli dei

Maledetto sia Prometeo
per aver dato inizio
alla ricerca d'una vita
migliore ma le cui
migliorie le vedon
soltanto i folli
e chi ci fa soldi

E maledetto sia il Creatore
che ci fece il dono beffardo
dell'ambiguo elemento
del quale le proprietà
promiscue
una volta scoperte
c'han condannato
ad attendere che
mistici segregati
in una valle di silicone
sfornino dai loro calderoni
stregonerie che imbrigliano
il fulmine in scatole
del quale fanno colore


Maledetti loro tutti e la mia antenna wi-fi che proprio non vuole saperne di connettersi al router.
postato da: uriele87 alle ore 09:43 | link | commenti (2)
categorie: composizioni varie

Fiamma

In una sera tanto arsa
Che inneggia alla mia gloria
Danzo magnifica sui corpi dei morti
Ne seduco le forme e ne abbandono le spoglie
Di loro mi nutro imboccata
Da un premuroso Scirocco
Col quale incendio l'aria tutta
Derido chi tenta di lavarmi via la superbia
Mi faccio beffa di chi vuol gettarmi nella polvere
Morrò presto
La mia vita dura un soffio
Lasciatemi goderne
Finché posso
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categorie: composizioni varie
lunedì, 03 settembre 2007

Ritorno e partenza

E se fossi un Albatros

Re dei cieli e della vita

Che indomito e libero

Sorvola gli oceani

 

Dopo quanto sarei stufo

Cercherei un isolotto

Dove atterrare ed iniziare

Colmo di speranze

Un’esistenza terrena

 

E poi di nuovo

Quanto impiegherei

Per pregare il vento

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mercoledì, 23 maggio 2007

È incredibile quanto il malumore sia foriero di seccature. Sarò io maldisposto, ma sembra che oggi tutti si battano per farmi passare da triste a incazzato. Non ce la farete, miei cari. Non ce la farete.
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